Tre passi nell’AUTOSTIMA

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giovedì 20 ottobre ore 20.30
L’importanza di credere in tè stesso. 

L’autostima è il modo in cui sentiamo e pensiamo a noi stessi, ed è legata alla crescita della nostra personalità.
E’ un valore dinamico da rivedere costantemente e da costruire in un percorso verso la conoscenza di se stessi.

La percezione di sé ha un impatto enorme sul mondo in cui gli altri ci considerano.
L’autostima è una componente fondamentale del nostro benessere e funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali, e le sue basi sono in noi stessi, non dipendono dalle opinioni e tanto meno dai giudizi di chi ci circonda.

Chi soffre di bassa autostima vive la sensazione di perdere il controllo dei propri stati d’animo sentendosi spesso mancare le forze e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi, per fortuna la bassa autostima non è una condizione permanente e possiamo fare molto……

…Seminario con Emanuele Tartaglia, fisico, formatore e scrittore 

prenotati per partecipare alle attività scrivi a: respirolibero@gmail.com

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Tel. 3477603015
Via Paradisi, 15/3 TRENTO
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BODY LANGUAGE: Linguaggio del corpo

images (2)                       lunedì 8 giugno ore 20.30-22.30  

Come teniamo le mani quando parliamo con gli altri?
E dove ci sediamo di solito? In fondo per non essere notati, anche se non sentiamo molto bene, oppure nelle prime file, dove tutti ci vedono?
A quale distanza ci teniamo dalle persone per sentirci a nostro agio?
In ascensore o in autobus, fianco a fianco con degli estranei, quale atteggiamento assumiamo?
Quando siamo seduti e ci annoiamo, quale posizione assumono, a nostra insaputa, le gambe e le braccia?
Quando mentiamo ci accorgiamo che le mani sfiorano in un certo modo il viso?


Siamo coscienti di come ci muoviamo e del significato che i nostri gesti e atteggiamenti possono svelare?
Di come cioè ci presentiamo agli altri?

Sembra che siano solo i primi quattro minuti del primo incontro quelli che lasciano nell’altro un ricordo permanente, che può essere positivo o negativo. Difficilmente poi si potrà correggere quella prima impressione.

Se il nostro gatto scodinzola nervosamente, subito comprendiamo che preferisce essere lasciato in pace, ma se un nostro amico, dondolando nervosamente un piede, ci dice “va tutto bene”, noi crediamo alle sue parole.

Abbiamo del tutto dimenticato il significato della gestualità del corpo, e soprattutto che il corpo non mente.

E’ in contatto diretto con le nostre emozioni più profonde, le nostre paure, le nostre ansie, la nostra gioia, e le trasmette direttamente ai gesti della mano, delle gambe, ai muscoli del viso.

La nostra mente può decidere se esprimere o meno verbalmente queste emozioni, ma sappiamo che a volte è meglio tacere. E allora non ammettiamo di essere infastiditi, ma lo dice per noi un piccolo gesto compiuto involontariamente dal nostro corpo al quale, di solito, nessuno presta attenzione.

Ci sono persone che vengono considerate intuitive o dotate di un particolare sesto senso perché riescono a cogliere al volo la vera identità degli altri. Probabilmente sanno solo leggere bene i messaggi trasmessi dal corpo e sanno osservare se sono in sintonia o meno con le parole che vengono pronunciate.

Gesti, contatto fisico, variazioni del tono di voce e altri comportamenti non verbali sono le forme più primitive e universali espresse dall’uomo; la lettura del linguaggio del corpo ci da modo di cogliere segreti, intenzioni ed emozioni nascoste.

Seminario con Emanuele Tartaglia, Fisico, scrittore, formatore, esperto di fisica quantistica, comunicazione, PNL e legge di attrazione

E’ previsto un contributo spese che comprende anche una ricca dispensa con gli esercizi

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LE PAROLE CHE CAMBIANO LA VITA:
lunedì 15 giugno ore 18-22
Le parole cambiano le sequenze del nostro DNA, riorganizzando il nostro futuro e creando possibilità quantiche, che ci permetteranno di assumere il controllo del nostro destino.
con Emanuele Tartaglia            

 

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LA LEGGE DI ATTRAZIONE:

martedì 09 giugno ore 20.30 Fare un salto
Conduttrice autorizzata: Elisa Zugliani, dell’Istituto Kinergy,


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I N T E L L I G E N Z A E M O T I V A

Intelligenza-emotiva-1-620x430REALTA’ QUANTICA: giov. 20 giugno

ore 20.15 >>>EMPOWERMENT>>>

pratica ed ESERCIZI di POTENZIAMENTO PERSONALE. Come lavorare sulla LISTA dei Desideri

LEGGE DI ATTRAZIONE e GRATITUDINE.  porta un quaderno e penna. Su prenotazione con Emanuele


la GESTIONE delle EMOZIONI

Come stai?” quante volte usiamo questa frase, forse la risposta è quasi sempre scontata “Bene…”ma come stai realmente?
Le emozioni sono ciò che ci consente di sapere come stiamo nelle diverse situazioni.
Esse sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

Le emozioni sono delle reazioni complesse alla nostra rappresentazione del mondo. Infatti siamo noi a crearle, anche se sembrano sfuggire al nostro controllo.

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In effetti i dati che provengono dall’ambiente attraversano un certo numero di filtri che agiscono inconsciamente. Non potremmo sopravvivere senza filtrare il massiccio flusso di informazioni che arrivano dall’esterno.

Il nostro cervello è strutturato in modo tale che gli stimoli esterni, prima di arrivare alla corteccia dove verranno elaborati cognitivamente, in modo consapevole, passano per il sistema limbico e il talamo, o cervello emozionale. La conseguenza è che prima di qualunque idea o pensiero, noi riceviamo un’emozione da tutto quello che viviamo e percepiamo.

Le emozioni possono essere definite come le reazioni che insorgono in risposta a degli stimoli ambientali che per un qualunque motivo ci colpiscono.

La differenza che le contraddistingue dai sentimenti è che questi ultimi non dipendono da uno stimolo esterno ma dai nostri interessi, dai nostri valori, dalle influenze del nostro contesto culturale, persistono nel tempo, indipendentemente dalla presenza vicino a noi di ciò che ci attira.
Ad esempio, possiamo considerare emozione l’attrazione che proviamo alla vista di un bell’uomo o di una bella donna, ma appena la persona si allontana da noi, la nostra reazione emotiva si attenua.

Questa attrazione si trasforma in sentimento nel momento in cui iniziamo a pensare a qualcuno anche quando non è vicino a noi, desideriamo incontrarlo, trascorrere del tempo insieme, valutiamo che potremmo essere in sintonia perché condividiamo delle idee, delle abitudini.

Gli psicologi hanno diviso le emozioni in primarie e secondarie, o complesse. Le emozioni primarie sono sette: la paura, la rabbia, la tristezza, l’accettazione, il disgusto, l’attesa e la sorpresa.22ruota-emozioni

Esistono poi le emozioni secondarie (delusione, disprezzo, ecc.); le emozioni legate agli altri: amore, odio, gelosia pietà, invidia; quelle legate alla valutazione di sé: vergogna, orgoglio, senso di colpa, soddisfazione; le emozioni legate agli stimoli sensoriali: dolore, piacere, disgusto, orrore.

L’utilità delle emozioni consiste nel permetterci di valutare nell’immediato se uno stimolo ci sorprende, ci piace oppure no, se può esserci utile o dannoso ed infine, se siamo in grado di affrontarlo o è meglio allontanarsi da esso. Quando compaiono provocano una serie di reazioni a livello somatico, vegetativo e psichico.

Le risposte somatiche possono essere direttamente osservate e consistono nell’arrossire, tremare, sudare, respirare più velocemente, la pupilla può cambiare le sue dimensioni.

Le risposte vegetative, al contrario, possono essere misurate solo con delle apparecchiature e consistono in accelerazioni del battito cardiaco, aumento della pressione, alterazioni nella salivazione, nella secrezione da parte delle ghiandole, della conduttanza cutanea. Le risposte vegetative non sono del tutto controllabili ed è proprio su questo principio che si basa l’affidabilità della famosa “macchina della verità”.

A livello psicologico, una persona molto emozionata riduce la capacità di autocontrollo, di ragionare in modo logico e critico. Le persone esprimono inoltre le emozioni attraverso la mimica del volto, la postura del corpo ed il linguaggio.

Studi evidenziano l’importanza di riuscire a comunicare le proprie emozioni, sia verbalmente che attraverso la gestualità del corpo. L’incapacità nel farlo costituisce un vero e proprio disturbo, l’alessitimia, responsabile dell’origine di patologie psicosomatiche, tra i quali l’ansia, le malattie della pelle, alcuni disturbi gastrointestinali, alcune forme di diabete, di asma, di disturbi alimentari.

E’ stato dimostrato che il non rendersi conto di provare emozioni porta le persone ad assumere comportamenti nocivi per la salute, ad esempio l’abuso di sigarette, alcool o psicofarmaci sono tentativi di tenere sotto controllo la propria tensione o disagio quando non si riesce ad alleviarli diversamente.

Occorre dunque riscoprire quella che viene definita intelligenza emotiva se vogliamo stare bene psicologicamente e fisicamente, attribuendo importanza al sentire nostro e altrui (empatia) prima che al pensare. Altrimenti l’ingorgo emozionale e le emozioni non riconosciute e non espresse finiranno per produrre effetti disfunzionali e patologie sul corpo.

Le emozioni hanno origine da stimoli esterni (aspetto oggettivo), ma siamo noi i responsabili delle nostre reazioni emotive (aspetto soggettivo), anche se siamo abituati a scaricare questa responsabilità sugli eventi esterni: mi è capitata una bella opportunità e sono felice, al contrario, sono stato trattato male e mi sento triste.

Nella nostra vita quotidiana, personale e di relazione, non è quindi tanto l’evento in sé ad essere determinante, ma come noi lo interpretiamo, il nostro vissuto in risposta all’evento: la stessa situazione, infatti, può far soffrire una persona e sorprendere piacevolmente un’altra. Reagiamo in un certo modo perché siamo condizionati dai nostri schemi mentali.

Ognuno di noi sviluppa infatti nel tempo un modo di vedere, di fare, di ragionare che applica automaticamente e che rafforza di giorno in giorno. Questo schema può essere produttivo o meno, per la nostra soddisfazione e felicità, ma è uno schema, un automatismo, che ci impedisce di vedere le cose da punti di vista diversi, con maggiore flessibilità e senza pregiudizi.

Gli stati d’animo, positivi o negativi, si possono anche “creare”, ad esempio attraverso l’uso del corpo. Il modo in cui ci muoviamo, in cui respiriamo, la nostra postura, la percezione che abbiamo di noi stessi nello spazio rappresentano uno schema di comportamento che il cervello riconosce immediatamente e al quale si adatta.

Un atteggiamento deciso, petto in fuori e sguardo dritto davanti a sé, respiro profondo e regolare porta più facilmente a sviluppare pensieri ottimisti, a nutrire speranze, ad affrontare con allegria e grinta gli eventi. Mentre una postura ripiegata su se stessi, una respirazione debole, un modo di parlare flebile ed esitante “nutrono” atteggiamenti rinunciatari e pessimisti. Una persona depressa si riconosce anche dai gesti di chiusura, dai movimenti contratti, così come una persona felice comunica anche fisicamente il proprio benessere.

E qui arriva il momento di scegliere. Se essere vittime e permettere che paura ed ansia continuino a danneggiarti o se riprendere possesso della tua vita e trasformarle in emozioni più giuste per te e per gli obiettivi che vuoi raggiungere. Raggiungere l’autocontrollo non significa, come erroneamente si crede, reprimere le emozioni, bensì imparare a gestirle e indirizzarle nel modo più adatto e migliore per noi. Se vuoi cambiare la tua vita e liberarti da ansia, paura e da tutti gli stress emotivi che ti impediscono di essere felice, basta solo che decida di farlo; hai già tutte le capacità dentro di te, hai solo bisogno degli strumenti adatti.

Con le giuste tecniche puoi imparare velocemente ed in modo estremamente efficace a liberarti dalle emozioni negative, mantenendo la calma nei frangenti difficili, rimanendo in controllo anche in situazioni che di solito ti generano ansia.

Con gli esercizi adatti, puoi imparare ad essere sempre tranquillo e concentrato, sicuro di te e delle tue capacità in qualsiasi contesto e in presenza di chiunque, anche di quelle persone che di solito ti mettono in soggezione.

Apprendere a percepire, riconoscere ed esprimere in modo congruo le emozioni ti porterà a:

  • Essere sempre calmo e sereno, in ogni circostanza.
  • Affrontare prove, colloqui, incontri importanti nello stato d’animo adeguato.
  • Comunicare serenamente anche con le persone che ti mettono a disagio o in soggezione.
  • Liberarti dalle paure che ti impediscono di vivere appieno la tua vita.
  • Controllare lo stress emotivo.
  • Gestire al meglio tutte le tue emozioni.
  • Essere padrone della tua vita
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