Impariamo a respirare

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Una delle principali ragioni per la quale le persone non decidono è la paura, un’emozione primaria che ha lo scopo di mobilitarle nostre risorse per proteggerci dalle conseguenze di una minaccia. La faccenda è complicata dal fatto che è sufficiente che la minaccia sia immaginata, e persino anche solo proiettata nel futuro, per far scattare l’allarme. Non solo siamo in grado di avere paura anche di qualcosa di puramente virtuale, che esiste soltanto nella nostra testa, riusciamo ad avere paura anche di qualcosa che potrebbe essere presente nella testa degli altri: quello che pensano di noi, per esempio. Tale meccanismo, se da un lato serve a renderci previdenti e assennati, in certi casi può farci eccedere, gettandoci nell’ansia e nelle paure immaginarie.

 

Che cosa facciamo, per reagire alla paura? Di solito, mettiamo in atto dei comportamenti autoprotettivi, in buona parte innati e automatici. Quello che acquisiamo con l’esperienza, diretta o mediata dalle informazioni e dagli esempi che abbiamo ricevuto dal nostro ambiente e dai nostri simili, è piuttosto la conoscenza di “che cosa” è pericoloso, disturbante o preoccupante e “che cosa non lo è”. Insomma , la paura è uguale per tutti, ma non tutti imparano ad avere paura delle stesse cose.

 

La possibilità di apprendere e poi di trasmettere alla prole modelli di classificazione degli oggetti e delle circostanze è di sicuro vincente a livello evolutivo. Anche la comprensione dei modelli di funzionamento sociale (che cosa è lecito e che cosa è tabù; quali sono i comportamenti giudicati congruenti con i valori del gruppo e quali no eccetera) avviene in età molto precoce, e dà l’importante risultato di rendere l’individuo adatto ad appartenere alla comunità in cui vive, e quindi a essere accolto e protetto. Ovviamente, c’è il rovescio della medaglia. Quando l’apprendimento avviene senza possibilità di essere criticato o comparato a esperienze precedenti, possiamo definirlo un condizionamento, che produrrà con ogni probabilità un automatismo o un dogma la cui validità difficilmente verrà rimessa in discussione. In realtà, quindi, le nostre classificazioni (di oggetti, persone, eventi, possibilità, impossibilità) derivano in buona parte da un vero e proprio condizionamento, avvenuto in epoche in cui non potevamo contrapporre nessuna obiezione, e che continua per tutta la vita, essendo noi perennemente sottoposti all’influenza (causale o voluta) di informazioni, giudizi, idee e propagande varie. Tra queste convinzioni indotte, ci sono quelle relative a che cosa devo avere paura e anche a che cosa non deve suscitare allarme, in quanto normale o possibile. E’ vero che, crescendo, molti di tali condizionamenti vengono smentiti da esperienze successive, e saremo in grado di costruirci una nostra versione dei fatti.

 

Per cambiare la nostra vita dobbiamo dunque cambiare i nostri condizionamenti, ma cercare di cambiarli attraverso atti impositivi, produce solo il risultato di spingerli ancora più profondamente nel nostro inconscio lasciando tuttavia che continuino a lavorare ed a produrre i loro effetti. Esistono diverse situazioni che ci consentono di intervenire; può accadere spontaneamente in seguito ad una esperienza mistica con conseguente conversione religiosa; può accadere, ancora spontaneamente, se abbiamo la disavventura di sperimentare una situazione drammatica nella quale la nostra vita viene messa in pericolo; ancora, può avvenire grazie all’alterazione dello stato di coscienza indotta dall’uso di certe droghe psichedeliche. Oppure attraverso il semplice esercizio di respirazione. E’ difficile cambiare comportamento senza cambiare anche il nostro sistema di convinzioni (autostima) e, purtroppo, esso non é disponibile per una trasformazione imposta con la semplice volontà.

 

La maggior parte di noi pensa che per avere il massimo dalla respirazione basti inspirare ed espirare. Normalmente ci preoccupiamo di ciò che mangiamo e beviamo, ma non di come respiriamo, semplicemente perché lo facciamo dalla nascita, in modo inconsapevole. Invece il respiro è un efficacissimo strumento, un abilità da riscoprire che ci permette di ottenere benefici immediati come: più ossigeno nel sangue, più energia, elevata disintossicazione, una salute migliore, maggiore capacità respiratoria, rafforzamento del sistema immunitario, maggiore equilibrio. Variando la profondità, il ritmo e la velocità della nostra respirazione possiamo facilmente gestire meglio lo stress e rilassarci, elaborare in modo efficace le nostre emozioni e stati d’animo, creare un maggiore senso di pace, creatività e chiarezza. Semplicemente aumentando la respirazione in modo consapevole, mentre il corpo giace rilassato, rende disponibili alla nostra analisi cosciente quei meccanismi comportamentali che abbiamo posto alla base della nostra sopravvivenza.

 

In conclusione possiamo affermare che respirando nel qui e ora possiamo dunque permetterci di trasformare quelle convinzioni acquisite per sopravvivere ma che con il tempo si sono dimostrate limitanti, impedendoci di sviluppare il nostro pieno potenziale.

 

www.respirolibero.it

 

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