Counseling somato-relazionale

Il counseling somato-relazionale o ad approccio corporeo/energetico nasce dall’integrazione di due diverse scuole di psicoterapia: l’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen e l’Approccio Centrato sulla Persona di Carl Rogers.

Con l’approccio umanistico di Rogers il terapeuta  mette a disposizione del cliente la propria capacità di ascolto empatico e le proprie competenze per facilitarlo nel suo processo di crescita e assunzione di responsabilità.

Creando un clima di accettazione positiva incondizionata rende possibile lo sblocco del naturale processo di autorealizzazione dell’individuo.

Il Counselor  offre al cliente il terreno fertile che gli è mancato: una relazione accogliente – empatica, congruente, accettante e non giudicante – da consentirgli di riprendere il suo percorso evolutivo là dove era stato interrotto o deviato.

Con l’approccio corporeo e psicosomatico di Lowen integriamo la Bioenergetica, che va molto oltre il semplice approccio verbale del normale Counseling.  Ecco i punti di forza:

1. Il corpo non mente. Diciamo col corpo molto di più che con le parole.

Un counselor bioenergetico osserva il corpo del cliente, conosce le tipologie somatiche e l’armatura caratteriale e può così comprendere rapidamente le tematiche caratteriali  e le potenzialità del cliente.

Può rendere consapevoli dei messaggi corporei molto importanti ma spesso inconsapevoli e sottovalutati che  hanno a che fare con le emozioni che lo attraversano seduta per seduta.

2. Ascolto di Sè, Essere in contatto con sè stessi. Risonanza somatica

L’attitudine all’autoascolto, propria di chi svolge lavoro bioenergetico, diventa uno strumento prezioso all’interno della relazione di counseling.
Per sentire l’altro è necessario sentire se stessi, e se si perde il contatto con se stessi si perde anche il contatto con l’altro.


Gli esercizi della bioenergetica danno al counselor la competenza necessaria non solo per sentire queste tensioni psicofisiche ma anche per scioglierle e decondizionarsene.

Può quindi raggiungere uno stato di consapevolezza, apertura e fluidità
che gli consente di vedere l’altro e di stare veramente con lui (empatia) senza pregiudizi o comunque, consapevole dei propri pregiudizi (accettazione). Entrando quindi, con l’altro, in una forma di risonanza somatica non filtrata dalla propria visione del mondo.

3. Esercizi corporei bioenergetici
Spesso il counselor somato-relazionale potrà utilizzare la propria competenza per introdurre nella seduta alcuni elementi di lavoro corporeo. Facciamo qualche esempio.

Quando il cliente, per non entrare nell’emozione, riduce il proprio respiro al minimo vitale, il counselor, per rimetterlo in contatto con il suo sentire, può suggerirgli di respirare profondamente per qualche minuto.

Oppure, quando la persona esprime un’emozione, il counselor può invitarla all’autoascolto, chiedendole in quale parte del corpo la sta sentendo: è una domanda che apre spesso nuove opportunità di autoconoscenza e autoesplorazione.

O ancora, per aumentare la sensazione di contatto con il suolo e di radicamento del cliente, il counselor può proporgli di alzarsi e di assumere la “posizione base” della bioenergetica: un lavoro che induce vibrazioni alle gambe, e quindi scioglimento e un’accresciuta capacità di sentire.

Anche alcuni esercizi espressivi fanno parte di una seduta di counseling,
con l’obiettivo di indurre la persona a esplorare qualcosa che è già presente in lei, seppure a livello subconscio.

Se per esempio si torce le mani, può essere invitata a torcere un asciugamano, dando così più voce a un suo sentimento; oppure, se ha la mandibola contratta, può essere esortata a protenderla in avanti, portando al limite estremo la tensione preesistente; o ancora, se tiene le spalle sollevate, può essere stimolata ad esasperare questa postura perché il suo significato e i suoi contenuti emotivi diventino più evidenti.

4. Contatto

Anche il contatto corporeo con il cliente, interdetto dalla psicoanalisi classica e riabilitato dalle psicoterapie corporee, ha un ruolo nel lavoro di counseling somato-relazionale.
Tuttavia, la gamma dei gesti “consentiti” non è ampia: il contatto delle mani (“sono qui con te”, “sento cosa mi stai dicendo”);
una mano sul petto perché la persona, portando lì la propria attenzione, sia indotta ad ampliarela propria respirazione;
l’abbraccio, per celebrare insieme un momento importante, nella gioia o nel dolore.

liberamente tratto e ispirato dal sito dell’ IPSO  http://www.biosofia.it

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